ERA

Casa.

Una sensazione tenue avvolge questa parola.

Sentirla sussurrare evocò in me una sensazione strana. Non ci speravo quasi più in realtà. L’ultima volta che avevo in mente di farlo stavo tornando da quel viaggio sul Mitra, che mi lasciò profondi strascichi , fuori e dentro di me.

Il paesaggio attorno a me sembrò completamente diverso da quello visto : il sole splendeva e i curvoni pieni di rattoppi che portano su alla “Piazza” luccicavano come non mai.

La Rotonda davanti alle Scuole Medie , il rumore dei bar silenziosi in questo lockdown continuato di Maggio, l’odore acre del carburante mi accompagnò in questo breve trato prima di arrivare a casa, in una sensazione interiore di eccitazione mista a imbarazzo. La realtà è che non sapevo come chiedere scusa ai miei di questo ritardo infinito.

La prima cosa che feci arrivando davanti casa fu accendere il telefono.Stranamente non vibrò ne consegnò alcuna notifica. Nessuna chiamata ,nessun messaggio. Il nulla cosmico.

Entrai dentro e li trovai come sempre :nessuna preoccupazione nei loro volti . Mia madre seduta sulla poltrona a leggere mi annunciò come suo solito, con un misto di gioia e tranquillità, e mia sorella con la sua solita simpatia da sorella maggiore, con il suo solito “è tornato il turista!”.

“Scusate se non vi ho avvisato prima, in questi giorni sono stato assente,vi avevo detto che stavo arrivando e invece sono sparito”

“Giusè,ma stai bene? Ci siamo sentiti tre ore fa per messaggio, ma che ti sei drogato?”rispose mia sorella ridendosela.

Rimasi un pò allibito: controllai la data sul telefono ed era 4 Maggio 2021, la stessa da cui sono partito. Il tempo sembrò si fosse fermato.

Incassai la battuta e mi sedetti a tavola,con quella tranquillità apparente di chi non ha voglia di dare spiegazioni, e di chi soprattutto aveva una fame da lupi. Il profumino che arrivava dalla cucina poi metteva a zittire tutto: carciofi ripieni.

Io e i carciofi ripieni abbiamo un rapporto di amore e odio : mi piacciono così tanto da averne la nausea quando oramai non se ne trovano più. Ma oggi era speciale , e la scioglievolezza del ripieno fatto di mollica di pane, mozzarella locale e e spezie mi fece dimenticare tutto il resto, tanto che ne mangiai a bizzeffe, con tanto pane casereccio.

Tra le chiacchiere di rito , discorsi infiniti sul lavoro e sul calcio con i miei , mia madre mi disse che mi era arrivata un pacco .

Salii in stanza e trovai questa scatola di Cartone,tutta imballata in maniera grossolana, come se fosse stata fatta in casa.

Tolsi l’adesivo , aprii la scatola e nascondeva una seconda scatola. Mi avvolse in quel momento un’ odore forte , acre, fortemente vomitevole. Sulla parte superiore della scatola vi erano 3 puntini neri con un simbolo stilizzato.A primo acchito mi sembrò di averlo vissuto , così tanto che l’amuleto cominciò a vibrare e colorarsi. Aprii e trovai qualcosa di difficile da raccontare :una sveglia antica, di quelle con la gallina a beccare ogni secondo, senza vetro, e un uccellino. Morto . La sua carcassa emanava un odore pesante, di decomposizione .

Feci cadere per terra la scatolina in preda alla paura, e essa al cadere si accese.Le fiamme avvolsero il cartone e il corpo del povero pennuto, diventando polvere in un attimo.

Rimasi un attimo facendomi trasportare dalla collera , scesi le scale cercando mia madre: la trovai addormentata sul divano.

Strano-pensai, così tardi e dorme. Il cielo era cupo, come se fosse notte.Guardai l’orologio situato in cucina e segnava le 3.33.

Diedi un occhiata al mio e segnò lo stesso.

Qualcosa non quadrava. Ero arrivato di giorno ,e non mi ero addormentato, com’era possibile

Entrai nelle stanze del resto della famiglia ed entrambi dormivano , come se fosse notte.

Mi sembrava tutto inverosimile, ma non ero sorpreso.

Tornai in stanza e la scatola era scomparsa.

C’era Oscar sdraiato sul letto, con una busta sul letto. Lo coccolai, mi leccò le dita, e la presi. La aprii e trovai una mappa del territorio, segnata in rosso. Nel suo retro trovai delle coordinate e una frase: “Sei pronto ad sistemare i tuoi cocci?”

Firmata con un sigillo e una punta di colore blu da pennello.

Mi posai sul letto ,pensieroso, e crollai in un sonno devastante.