SPECTRE AT THE FEAST

Il Vuoto. 

Vivere pensando di non poter vedere mi stava logorando. Questa parte di “addestramento ” non mi stava appassionando, più passava il tempo e più mi saliva l’ansia. 

“Smettila di frignare discepolo! Non è questo il momento di avere paura. Sei al sicuro e tutto questo, come sai, è necessario. Hai tanto da imparare, soprattutto per trovare la calma in questi momenti. Eppure, nella vita lavorativa sei principalmente un problem solver, nei momenti più difficili trovi la calma per prendere la decisione più giusta e ora non riesci a stare senza gli occhi per un pò di tempo! Basta lamentarti e segui ciò che ti dico, altrimenti sarò costretta a farti rimanere così!”

“Come posso rimanere calmo se non riesco a vedere?” risposi. 

“È quella la Bellezza! Ti sei mai chiesto come Giulio riusciva a capire cosa lo circondasse? Grazie all’utilizzo degli altri sensi. Grazie alla mente, puoi riuscire ad orientarti senza aver bisogno della vista. Ora calmati e seguimi.”

“Ci provo, anche se mi sembra impossibile farlo”

“Non sarà una cosa di un giorno. In questi giorni, avrai la fortuna di farlo senza i tuoi organi, ma nella vita reale dovrai essere capace di farlo senza aprirli.”

“E come si fa?”

“Usando la memoria fotografica e buon senso di orientamento. Ora prova a camminare da solo, senza appoggiarti. Asmodeus ti aiuterà per un breve tratto, poi dovrai essere in grado di farlo da solo. Non importa se cadrai, questo è essenziale: fallire per rialzarsi. 

Prima di iniziare: cosa ti ricordi di questo posto?”

Cercai di concentrarmi e trovare una risposta veloce a questa domanda, poi risposi: 

“Ricordo un viale alberato, su entrambi i lati. Un sentiero che sembra la navata di una cattedrale per quanto lungo, un altare in fondo dove sei tu. Dietro l’altare, un piano rialzato come un grande albero. Non ricordo nient’altro.”

“Notevole discepolo! Hai una memoria fotografica rara! Ora, visti i tuoi ricordi, puoi cercare di camminare e arrivare fin qui? Concentrati sul percorso che hai appena raccontato, Asmodeus ti accompagnerà per un tratto, poi non lo sentirai più. Sarà allora che il tuo percorso avrà un senso.”

Asmodeus, con il suo fare gentile, mi mise una mano sul fianco e cominciammo a camminare lentamente. Ogni due passi, mi ripeteva nell’orecchio: 

“Pensa ai tuoi occhi, a quanto sono importanti… ricorda cosa c’è qui e arriverai dove vuoi.” 

Sentii il suo braccio sfilarsi e provai a camminare da solo. Era tutto nero intorno a me, non sapevo dove appoggiarmi e cosa fare ma, seguendo solo le mie immagini fotografiche, continuai finché caddi. Al momento di rialzarmi, Ereshkigal esclamò: 

“Cerca dentro te il modo di rimetterti in piedi, sai quello che c’è intorno a te!” 

Ma, nel momento in cui provai a farlo, notai che qualcosa era cambiato.

Aprii le braccia e sentii qualcosa di solido su cui si appoggiavano: legno. 

Non c’era più solo un sentiero ma sembrava che gli alberi si fossero spostati. 

Mi sentii rassicurato e sorrisi.

 In quel momento la voce della Guardiana si fece cupa: “So che stai pensando di aver trovato, grazie agli alberi, un modo più semplice di uscirne ma, loro, non sono in questo posto per darti una scorciatoia, anzi. Continua e lo vedrai.”

Continuai ad appoggiarmi finché i loro rami diventarono mobili, stringendomi al tronco, bloccandomi braccia e gambe. Dallo stesso albero che mi stava imprigionando, un sussurro: 

“Diventerai uno di noi. Tutti quelli che scappano dalle proprie responsabilità diventano alberi. Prova ad uscire.”

Cominciai ad urlare, cercando, invano, di divincolarmi. La sola forza non bastava.

“Non usare la forza, ma quello che ti ho insegnato alle Cascate. Usa il tuo sentiero interiore per andare oltre l’albero. Prova a concentrarti e a violare quel vincolo, altrimenti rimarrai bloccato. Gli alberi sentono la tua ansia e, più aumenta, più più stringono. Abbiamo tutto il tempo per farlo e sei a buon punto. Ricorda: vai oltre i tuoi sensi!”

Cercai di trovare in me un punto sereno dal quale uscirne, ma non riuscivo a vedere al di là del pericolo che stavo vivendo. La paura diventò sempre più forte e sentii, di fronte a me, il fiato sul collo delle creature del bosco che si stavano nutrendo di quell’evento. Karelis, il più affamato, esclamò: ” E’ davvero un piacere mangiare la tua carne mentre hai paura di guardarti dentro!”

 E mi afferrò, con la bocca, il ventre. 

In quel momento mi abbandonai totalmente e la mia mente si rifugiò in un pensiero dolce, quasi per caso. Una passeggiata sulla spiaggia, abbracciati, con il rumore delle onde che si infrangevano. 

Mi rilassò. 

Nonostante vedessi solo uno spazio nero, riuscivo a sentire le vibrazioni di chi avevo intorno e, con una mano, accarezzai Karelis sulla testa. In quel momento esatto, smise di mordermi e mi disse:

 “Hai capito dove sono e hai trovato il tuo punto focale interiore.” lasciando la presa del tutto.

 Lo stesso fece l’albero, accarezzandomi il volto con il ramo.

“Nella difficoltà di non vedere, hai trovato il modo per farlo senza gli occhi. Grazie ad un pensiero positivo sei riuscito ad avere un processo decisionale veloce.”

Ero fortemente contrariato: “Mi stavate ammazzando!”

Ereshkigal tuonò: 

“Ti stavi ammazzando da solo! La paura nutre le creature, ciò che loro e gli alberi ti hanno fatto, vive delle vibrazioni basse. Dare un cambio al percorso è ciò che succede quando trovi un imprevisto. Ora vieni da me.” 

In quel momento sentii la pioggia scendere a tamburo battente, ma avevo capito come fare. 

O meglio, pensavo di aver capito.

Cominciai a camminare ma caddi ancora. E ancora. Non avendo più la forza di rialzarmi cominciai, a strisciare finché non arrivai a sentire il tocco di una forma umana. Una gamba.

Sentii una forza enorme che mi alzò di peso e mi fece levitare, stavo fluttuando nell’aria e non capivo come. In quel momento, vidi un forte flash di luci, toccai i miei occhi e li sentii finalmente al loro posto.

Li aprii e… ero avvolto dalla nebbia, fluttuavo in essa. 

All’improvviso, questa forza mi abbandonò e caddi ai piedi di Ereshkigal.

Tutto intorno a me cominciò a ridere a crepapelle, con il mio corpo immerso nel fango.

“Scusa per l’atterraggio, la Nebbia non ha modi gentili per andare via. Ora segui le creature che ti faranno cambiare e ristorare un poco, ne hai bisogno.”

Seguii Karelis e gli altri due mostri in una casa di legno. Aveva la classica sembianza delle casette di montagna con il muschio sul tetto. Mi lavai e mi diedero un cambio. 

Intanto, continuavo a guardarmi allo specchio e rivedevo i miei occhi al loro posto. 

Li toccai. 

Ebbi un improvviso flashback e, per un attimo,  cambiò ciò che vedevo.

Mi fermai un istante, poi mi sistemai e andai via.

Karelis mi aspettava fuori dalla porta e mi riaccompagnò. 

“Dopo una giornata così impegnativa è il momento di mangiare tutti insieme. Sei stato bravo, e lo sarai sempre di più.”

Mentre parlava,lo guardai ancora in faccia e gli dissi: 

“Io ti ho visto, in un’altra forma.” 

Lui sogghignò, e rispose: 

“Se ci vedi nella realtà che siamo è perchè hai appreso l’insegnamento di oggi. Anche io ho visto te nella tua vera forma…” 

Mi lasciò basito, perplesso.

Arrivammo al momento conviviale.

Tavola imbandita e tutti in preda alla condivisione e alla voglia di festeggiare.

Mi sembrò un Dèja Vu.

Dopo il brindisi, arrivarono le portate. 

Mi fu spiegato che, in mio onore, era stato sacrificato un capretto, cotto alla brace, come da antica tradizione. 

Mangiammo, tutto mi sembrava naturale, nonostante avessi ancora in testa quelle immagini della prova.

Ereshkigal prese la parola: 

“Oggi hai potuto sperimentare sulla tua pelle cosa significa vivere senza la vista. Uno spazio dell’oblio in cui è fondamentale rimanere, cercare di guardare con gli occhi che sono dentro di noi. Hai avuto difficoltà ma, come tutte le prime volte, dovrai abituarti a guardare al di là dei tuoi sensi e fidarti di quello che vedi nel tuo interno. Ora, però, siamo curiosi di chiederti cosa hai visto in quei momenti in cui hai trovato il tuo focus.” 

Mi alzai e presi a raccontare: 

“Vi ho visti nelle vostre forme umane. Eravate umani pronti a mangiarmi. Solo l’albero è rimasto nella sua forma classica. Tu, Karelis, eri una donna pronta ad addentarmi e tu, Asmodeus, un uomo con la barba che godeva nel vedermi soffrire. Ho visto questo, e, subito dopo il ritorno della vista, non eravate più così.” 

Erehskigal si alzò e rispose: 

“L’obiettivo di questa prova non solo era di orientarti ma, soprattutto, era quello di vedere al di là delle apparenze. Tu ci hai visto per quello che dentro di noi siamo perchè dietro la corazza di ‘mostro’ siamo umani come te. Ci hai visto nelle nostre debolezze e perversioni. Come abbiamo visto te.”

“E cosa avete visto?”

“Un demone nel corpo di uomo.”

Come noi.

In quel momento, prese uno specchio e mi mostrò i miei occhi color nero pece formarsi. 

“Non aver paura, è la tua realtà.”

In quel momento, una delle creature portò a tavola un calice pieno di sangue.

“Bevi questo nettare animale, è in tuo onore. La tua natura non può essere cambiata. Non esorcizzarla, valorizzala assieme a noi!”

Bevvi.

In quel momento sentii una musica tribale venire da lontano. Si aprirono le danze e mi unii a loro a festeggiare, senza limiti.

ORA CHE HO PERSO LA VISTA CI VEDO DI PIU’

Tornai da quella esperienza alla vita quotidiana come sempre ,dormendo e sognando. Eh già, tornare alla vita e sembrare come se non fosse successo uno dei miei leitmotiv di questi mesi “particolari”.

Il tutto nella più totale tranquillità, i sogni erano vivi e particolarmente placidi.

Essere seduti al mare e rimanere fisso a guardare l’orizzonte, senza che niente e nessuno riusciva a disturbarmi. Gli occhi attaccati al movimento delle onde e svuotare la mente. Questi sogni sembravano meramente attimi di meditazione infiniti. Un loop che desideravo non finisse mai.

Fino a che un simpatico felino non inizia a leccarti la faccia e tu, una volta aperto gli occhi ti guarda con quel musetto simpatico quasi a dirti ” Cazzo dormi? Ho fame ,altrimenti ti butto casa a terra”, e tu ,da simpatico cameriere , accetti e con amore gli dai tutto quello che vuole.

Ricominciai a lavorare più forte di prima, deciso di non pensare a nulla al momento, e in caso di chiamata avrei risposto “presente “. Le giornate passavano tra le risate in ufficio e i ritorni all’attività fisica. Diciamo che in questi mesi di chiusura la palestra è stata abbondantemente messa da parte. L’immobilismo del lockdown mi ha riportato ad aumentare di peso, e ora lentamente sto tornando a un piacevole ritorno a godermi un pò di sana “fatica”.

La sessione di palestra passò tra le fatiche di “recupero” tra un esercizio e un altro, le richieste di filmare il body builder intento a controllare i movimenti dei propri muscoli e i discorsi divertentissimi del Personal Trainer Raf. Tra New World Order ,discorsi sul cibo casereccio e prodotti “fit ” le sessioni volano via.

Oggi la sala era abbastanza frequentata di nuovi volti, e ogni tanto mi sembrava di essere osservato. Sapete, quella sensazione che qualcuno ti guarda con discrezione cominciava ad assalirmi. Finche non feci caso ad un ragazzo che mi scrutò facendomi l’occhiolino: in quel momento il suo occhio si colorò totalmente di nero, e sul suo bicipite uscì fuori un sigillo.

Avevo di fronte a me qualcosa che potevo vedere solo io.

Subito dopo scomparve.

Non mi sorprese più di tanto, stavo vivendo quasi ogni giorno la visione di presenze.

Finii il mio allenamento e uscii dalla palestra.

Lo ritrovai appoggiato al lampione ,come se stesse aspettando qualcuno. Sulla luce un altro a scrutare.

” Onore a te Prescelto”, disse

lo guardai sorpreso e risposi : “Prescelto? Chi è il prescelto?”

“Tu sei il prescelto. Non si torna dal Regno dei Morti senza essere Prescelti da qualcuno. Se poi quel “qualcuno” è la Regina Lilith non esiste altra “definizione”. Nel Bosco sembravi li per caso, ora so che nulla avviene avviene per caso.”

Il suo discorso mentre illuminava i suoi occhi di “bragia” arricchiva un’altra tassello a questo puzzle che sempre di più diventava ricco di sorprese. E sembrava sempre più non essere l’ultima.

“Eri nel Bosco?”

“Io sono una Creatura del Bosco e vivo dentro te da sempre. Sono cresciuto nella tua anima grazie alla tua capacità di tenere le cose per te : affetti, materialità ,rapporti interpersonali . Il mio Nome è Mammona, ed è mio onore servirti”.

In quel momento mostro la sua faccia e ricordai di averla vista nel bosco.

“Insomma tu sei una creatura alimentata da me stesso?”

“Esatto. Ogni “creatura” che possiedi dentro di te ,di ogni cosa che hai fatto nella tua vita ha una vita propria. Futilità, lussuria, Abuso mentale , ed eccomi ,Avarizia, sono forme reali che ti accompagneranno sempre. Puoi contenerci e non farci sparire, oppure valorizzarle, per vivere con consapevolezza.”

“Avarizia? Non ricordo di essere stato avaro in vita mia!”, risposi

Cominciò a ridere e rispose : “Non è un caso che sei all’inizio del tuo percorso, non sai nemmeno come sei ahahah, ma questo è un altro discorso. Sono qui per dirti che siamo qui per “servirti”, ma ricorda, non provare a scappare da questa realtà, i risvolti potrebbero essere molto dolorosi, per te e per tutto il resto che ti circonda”

Annuii e mi riavviai verso casa, non curante verso le sue parole. Sapevo di aver incontrato cosa? magari un demone come me che serve il Bosco e Ereshkigal? Sentii il bisogno di non aver bisogno di sedicenti amichetti aiutanti ,e in che modo potrebbero farlo? Non posso tornare alla mia vita di prima ,nemmeno se potessi quindi…passo e chiudo.

Dopo aver cenato mi riposai sul divano con la tv accesa, intento a guardare una serie prima di addormentarmi. “Supernatural” ,tanto per rimanere in tema. Sono da sempre un fan dei fratelli Winchester e delle loro peripezie sovrannaturali, anche se le ultime stagioni sembrano riempitivi più che altro.

Si trovarono in un bosco in cerca di un Wendigo, poi tutto di tratto sparirono dallo schermo ,rimanendo un fermo immagine del bosco. Mi avvicinai alla TV per vedere se era un problema di connessione ma nulla : bloccato.

Dalla tv in quel momento uscii una mano che mi prese per le gambe ,cercando di portandomi al suo interno. Mi lasciai andare e entrai in essa.

“Vi sembra il modo di tirarmi dentro? Non mi aspettavo il tappeto rosso ma nemmeno di essere scaraventato dentro una TV “dissi ridendo

“Siamo allegri oggi, Discepolo? Scusaci per i modi , ma Asmodeus non è per cose gentili, soprattutto la sua magia “

“Ereshkigal”

“Discepolo”

“Cosa ci faccio qui stavolta?”

“Questa è la tua casa ,anche se fai finta di non saperlo. Anche i Winchester lo sanno , ahahah”

Il clima era gioviale e cominciammo a camminare lungo il Bosco, e ci lasciamo andare in una chiacchierata distesa

“Ho saputo che hai incontrato Mammona, mi ha raccontato del vostro incontro e della sua proposta di fedeltà.”

“Sì,è stato gentile ,soprattutto a spiegarmi come funziona con “loro”. Non ho capito bene cosa intendeva con “servirmi”. Del resto credo che qui sia per imparare qualcosa, non per diventare qualcosa .”

“E’ lì l’errore. Se sei tornato dal Regno dei Morti è perchè sei per noi qualcosa. Le creature che tu hai creato sono le stesse che ti “servono” . Anche se sono state scelte “sbagliate” ,loro sono con te. Per aiutarti ad essere meglio di quello che hai creato e cambiare disegno nella Tela. Ti ho regalato il dipinto per quello,perchè ogni volta che seguirai il tuo interiore essa cambierà. Ma ricorda: abusare delle tue creature può portarti alla fine , contenerle a creare consapevolezza. Ma tutto questo lo capirai durante l’addestramento. E’ per questo che sei qui.”

“Cosa vuol dire Contenerle?”

“Vuol dire conviverci. Non puoi cancellare ciò che hai vissuto, ma puoi smussare il suo contenuto. Per quanto siano esseri spregevoli aiutano a trovare il significato nelle proprie azioni. Come ogni spirito oscuro ha una forme di luce in sé,e tocca a te capire trovarlo. Ma oggi sei per vedere con altri occhi “.

Tutto mi sembrava chiaro ,e al momento opportuno avrei capito il suo aspetto pratico. Ora c’era altro da imparare, e avevo tanta voglia di capire cosa.

“Gli occhi?”

Sì. Oggi in questo addestramento imparerai a vedere senza occhi. Non ne avrai bisogno. Sarà doloroso ma ti servirà.

“In che senso doloroso?”risposi

“Ricordi Giulio? Il gatto cieco che adoravi tempo fa? Lui nonostante non vedesse sapeva riconoscere le superfici dove viveva, dove appigliarsi per cercare un affetto sincero, dove mangiare. Tu diventerai come Giulio, cercando di capire come si vive vedendo solo un lungo sprofondo oscuro.”

“Perchè tutto questo?”

“Perchè tutto l’essenziale che ti serve di vedere non è negli occhi, ma nella tua Grazia. Voi umani stolti avete perso il privilegio di guardare al di là dei vostri sensi. Un buon discepolo deve saper guardare se stesso e tutto senza gli occhi. Deve saper guardare la parte sommersa dell’Iceberg.”

In quel momento mosse la mano verso di me e vidi una forte luce evocarsi. Sentii come strapparmi gli occhi dalle orbite. Finita la luce tutto diventò divento cupo.

Mi toccai la superficie oculari e non li sentivo più, tranne che un leggero rivolo denso accolse il mio dito . Sangue.

“Cosa mi hai fatto?”

“Ora tutto questo non ti servirà. Li riavrai a tempo debito. Ora seguimi in quel che ti dico e vedrai che ora senza vista vedrai di più. L’universo in tutte le sue forme.”