DO THE EVOLUTION

Il ritorno dal Bosco fu abbastanza traumatico: cercai di capire se ancora una volta stavo sognando, ma i segni sul corpo erano abbastanza evidenti. I graffi sulle braccia, sul collo, erano vivi e sapevano di recente collocazione. Non di meno, quel sapore familiare di idromele mi riconduceva a quella cena recente, dove tutto era strano e decisamente fuori luogo. Fortunatamente, riuscivo di nuovo a toccare e guardare il mio viso, come se nulla fosse successo.

Cercai di dormire ma fu impossibile: le parole di Ereshkigal erano diventate come “Jesu Tod” di Burzum nella mia mente : ossessive, angoscianti , in loop.

Essere lì per uno scopo di cura, per ritrovare la Grazia perduta… cercavo di trovare un senso alle sue parole ma non ne venivo a capo. Cercai di chiudere gli occhi, stravolto, ed entrai in un sonno profondo, di quelli così rilassanti in cui nemmeno si sogna.

Di colpo la situazione cambiò: nel cuore della notte la TV si accese da sola, a volume altissimo! Mi svegliai di soprassalto e la spensi. Mi riaddormentai fino alla sveglia, che, in quel contesto, era diventata inesorabile, segnante. Come una condanna. Il risveglio sembrò tranquillo, feci una doccia e preparai i miei pancakes da lockdown, quelli un pò fit e un pò golosi, fatti con banana e farina di avena, con diverse guarnizioni: una con lo yogurt, una con il miele e una con la Nutella, per dare uno sprint dolce alla giornata. Il tutto accompagnato da un vinile senza tempo: “Somewhere in Time ” degli Iron Maiden, per dare un senso di carica e possenza al momento. Il Metal mi ha sempre aiutato a catalizzare i momenti di panico in cui non sapevo dove e cosa fare, dandomi uno scopo, un percorso, una carezza. E’ una di quelle cose che dentro me ci è sempre stata, anche quando cercavo di non ascoltarlo. E soprattutto, è sempre riuscito a calmare quella parte di me che vorrebbe solo esplodere, e che, quando lo fa, salta in aria ogni quieto vivere. La puntina entrò a solcare “Loneliness of the Long Distance Runner” e la sua lunga intro arpeggiante si insinuò nell’aria, la testa e il piede sinistro cominciarono a muoversi come sempre quando ascolto questo pezzo e, d’un tratto, si sentì “scratchare” il giradischi, come se ci fosse Dj Gruff a muoverla e, dopo lo scratch partì un riff familiare per qualche secondo. Qualcosa nel mio addome, in quel momento, cominciò a muoversi. La puntina tornò sul pezzo dei Maiden per poi ripetere lo stesso riff di prima. Questo gioco maldestro si ripeté per diversi secondi, la pancia che continuava a muoversi come se ci fosse qualcosa dentro. Cominciai a sudare quando il pezzo dei Maiden sparì lasciando solo quel riff strano e duro nell’aria… non riuscivo a capire, finchè mi non mi fu chiaro quale fosse la voce che usciva da quel pezzo non richiesto: Eddie Vedder.

La canzone si diffuse nell’aria e il movimento nel mio addome aumentò. Mi alzai , mi tolsi la maglia e guardai verso lo specchio.

Diverse figure si muovevano in essa a ritmo a di musica, avanti e indietro. Riuscivo a scorgere solo i loro occhi scuri che si riflettevano quando rimbalzavano sulla superficie della pelle.

Il dolore si face sempre più lancinante, al punto di dovermi sdraiare a terra. Le ferite della notte si riempirono di lentamente di sangue creando dei piccoli corsi lungo i miei arti.

Sentii una deflagrazione lungo il mio ventre, qualcosa stava per uscire: Tyrion era diventato spettatore di tutto questo, ma non sembrava aver paura, guardava con gli occhioni dilatati di quando ha voglia di mangiare, quasi interessato a quello che stava accadendo.

Una luce potentissima illuminò la stanza.

Chiusi gli occhi e, di colpo, la musica si spense. Tutto, apparentemente, sembrò tornare alla normalità, tranne me, che non accettavo tutto questo. Toccai l’addome e sentii qualcosa che non andava. Guardai nello specchio e rimasi allibito: segni di zampe incise, come se qualcuno (o qualcosa) avesse camminato su di esso. O cercato di uscire. Cercai di disinfettarmi le ferite e di cicatrizzare la lacerazione sull’addome ma, se sulle prime sembrava funzionare, il secondo rimase vivo e pulsante.

Troppe cose stavano diventando assurde ed inspiegabili. Mi piegai esausto e, rannicchiato sul pavimento, mi addormentai.

Mi risvegliai nel pomeriggio, le incisioni sembravano sparite. Lo smart working incombeva e non potevo permettermi altre distrazioni. Il senso di alienazione di questo periodo di quarantena era amplificato all’ennesimo di questi segni inequivocabili che si stavano manifestando.

Ereshkigal mi raccontò che era stata lei la fautrice dei segnali inviati nei diversi frangenti della mia vita ma, tutto questo, non sapevo decifrarlo, non ne ero capace.

E soprattutto : cosa c’entrano i Pearl Jam in tutto questo?!

Cominciai il lavoro con l’animo da un’altra parte, completamente avulso dallo stesso. La riunione online ebbe inizio, mi toccò intervenire e, mentre parlavo, ci furono delle interferenze: lo schermo iniziò ad ondulare, i colori che piano piano coprirono la schermata. Tutto diventò come un’onda, non riuscivo a vedere nient’altro fino a che lo schermo diventò completamente nero.

La TV si accese di colpo e partirono delle immagini.

Un video familiare. Con quel riff che prima aveva creato sconquassi.

Do the Evolution.

E’ sempre stato uno dei miei pezzi preferiti dei Pearl Jam ma, stavolta, lo stavo odiando come la cosa più infima che ci fosse al mondo.

“Eh, Do the Evolution, uno dei migliori spaccati della realtà.”

Sentii questa voce rimbombare nell’appartamento ma eravamo solo io e Tyrion. Mi giravo in continuazione per capire da dove provenisse e, una volta tornato in sala, vidi Tyrion accovacciato davanti alla televisione.

“Mi hai già dimenticato?”, disse, sogghignando di gusto.

Era il gatto che parlava, con quella voce che stava tormentando le mie giornate. Ma non rimasi sorpreso, almeno stavolta. Stavo cercando di dare un senso a tutto questo. “Come vedi, io posso manifestarmi in qualunque forma: persone, animali, cose… posso entrare e portare messaggi. Mi sembrava giusto ricordarti che non siamo andati via, abbiamo stretto un patto, ricordi? Il tuo lavoro può aspettare, entrare nella prospettiva della tua realtà, no.”

“Oramai sto capendo che non ho più una vita tranquilla. Solo che non sto riuscendo a comprendere i tuoi segnali. Prima ho vissuto una scena spaventosa. Cos’erano quei segni? Cosa stai cercando di dirmi?”

” Da ora in poi tante cose accadranno e non saranno solo parole o immagini dal Bosco delle Futilità. Sono lo Specchio di quello che sei. Quelle anime che si muovevano non sono altro che gli esseri con cui sei stato nel Bosco, le tue Futilità. Ti avevo detto che loro succhiano la tua Grazia e si muovono invisibili lasciandoti un senso di assuefazione piacevole. Ma, in realtà, consumano il tuo Essere riducendoti a mero spettatore. Loro, prima, ti hanno fatto comprendere che hanno voglia di uscire, che non gli basta più la tua essenza. Vogliono mangiare la tua carne e non in senso metaforico. Ma, vedi, tutto questo può divenirti “amico” se riesci ad accettare questa situazione, entrando nel meccanismo di recupero della tua Anima. Quando ho inciso il tuo polso per prendere il tuo sangue e quando, successivamente, hai bevuto dal calice, ti ho trasmesso ogni cosa del Bosco delle Futilità: anime, nebbia… anche gli esseri che non hai ancora conosciuto e che, a breve, entreranno nella tua Vita. Tu, adesso, vivi con loro. Non voglio farti del male ma, se non accetterai, il tuo destino sarà inevitabile.”

Il racconto distolse l’attenzione dalla parte più cruda della faccenda: “E qual’è il mio destino?” chiesi.

Salì sul divano e si sedette accanto a me dicendo:

“Non è di destino che stiamo parlando ma di Destinazione. Sono due concetti differenti. Quello che sei diventato è un’anima di plastica che ha voluto provare qualsiasi forma di persuasione. Hai abbandonato il tuo Essere in favore di una vita di apparenze che ti hanno distolto dalla tua destinazione. Hai usato la parte più nobile,quella della Conoscenza, per i fini più loschi, cercando di arrivare per vie traverse ai tuoi obiettivi. Una vita di ascensori avrà valore solo quando ricomincerai a fare le scale. Hai usato la parte più bella di te per diventare qualcosa che non sei lentamente ma inesorabilmente, solo per compiacere. Sei diventato l’esempio lampante di questo videoclip“.

Mentre parlava, le lacrime solcavano il mio viso senza remore. La mia parte consapevole fu colpita e affondata.

In quel momento salì su di me e mosse le zampe sulla mia pancia, come per massaggiarla.

“Vederti piangere è un sollievo perché è la parte consapevole di te che sta parlando. Urlando. Purificando. Perché la tua Anima è stata in grado di vivere al di là della nebbia, senza farsi intaccare dalle persone, dalle usanze, dalle mode. Non cercava di compiacere ma viveva nel profondo rispetto per sé, per le altre persone e le altre forme della Natura. E piangere è una cosa bella, risolutrice! Lo vedi questo video? Quando uscì il pezzo, più di venti anni, fu snobbato (come sempre) dal mondo della musica perché parlava di qualcosa di crudo che si stava realizzando. Quando mi impossessai di Kevin Altieri cercai di riproporre all’estremo le parole di Eddie: le visioni delle Crociate, del Medioevo , dell’Inquisizione ,del Ku Klux Klan. Sono tutte cose collegate all’ingordigia dell’essere umano che muove il suo Essere al di fuori delle sue potenzialità per conquistare tutto. Non si accorge di vivere con le catene. Prima di un essere sovrannaturale, poi dei libri, poi delle sue invenzioni. La voglia di conoscenza ha portato alla crescita delle tecnologie e non tutto è andato come doveva essere. La nascita di Internet, della tua tecnologia e dello stare “vicini nello stare lontani” da una parte ha portato il benessere e la crescita del business, delle comunicazioni, dall’altra, una catena molto più grande di tutte le altre: il vivere collegati alla macchina. Quando uscì questo video, la band fu accusata di vedere la cosa in maniera troppo pessimistica, di urtare i sentimenti delle persone. Ma tutto ciò che loro avevano creato e cantato, era reale. Gli uomini che diventavano un tutt’uno col Pc era il preludio di quello che siete ora: delle scimmie urlatrici che parlano di libertà attaccate a uno schermo. Lo vedi come tutto torna? Il mondo non è cambiato, non ha cercato di trovare risposte ma ha smesso di farsi domande. Per evitare di “urtare”, di creare consapevolezza. Vi ha reso schiavi. Siete tornati a quattro zampe e non ve ne siete accorti. Anche tu lo sei: accetti qualsiasi cosa per compiacere gli altri, per far capire che puoi stare al passo con gli altri, vivi in funzione del teatro virtuale che pratichi ogni giorno, mentre la tua Anima grida aiuto. Astarte e Djinn hanno trovato in te un piacevole pasto quotidiano da mangiare, ma ora sta a te decidere se diventare pietanza reale o ritrovare la tua Essenza ancestrale!”

Quella spiegazione riempì di tante domande la mia testa e non sapevo come controbattere. Le lacrime continuavano ad uscire fuori e chiesi ad Ereshkigal:

“Cosa posso fare per cercare la mia Essenza? Voglio capire come uscirne fuori!”

Ereshkigal rispose :

“Lasciati andare e guidare. Apri la mente e sposta gli orizzonti. Segui le tracce che ti lascerò. Io sarò con te sempre, ci rivedrai in ogni forma. Ora cerca il tuo luogo ancestrale, il Giardino della tua Anima”.

Con la zampa mi chiuse gli occhi e mi addormentai.

Al risveglio trovai un istantanea scolorita sul petto: una casa nel bosco.

Sapevo da dove iniziare.

2 pensieri su “DO THE EVOLUTION”

  1. Ciao sono l’autore dell’articolo “Esprimere l’inesprimibile – il valore della letteratura fantastica” ho letto il tuo commento e ti ringrazio, e sono andato subito a leggere qualcosa sul tuo blog, e trovo questo spaccato meraviglioso di filosofia, cultura “pop”, esoterismo “onirico” e “dark”, e vita quotidiana, ti faccio i miei più sentiti complimenti per questo scritto.

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    1. Ciao! Sono contento che ti piaccia, come piace a me la Vostra pagina!
      Nella tua descrizione mi ci ritrovo parecchio ,diciamo che dietro al contenuto “fantastico” in se c’è una realtà che va trovata fatta di gran parte dei macrocosmi che hai citato…a cui aggiungerei anche tanta cultura musicale 🙂 Ti ringrazio ancora, continua a seguire la pagina perchè la storia comincerà a entrare nel vivo .
      Volentieri ricambierò con la Vostra 🙂
      Grazie ancora 🙂

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