A FOREST

Non so perchè mi ritrovo in tutto questo.

Ricordo di essere andato a dormire presto ieri sera, verso le 23.00, dopo il saluto della buonanotte di ogni sera a chi voglio bene .

E invece mi ritrovo nel letto con il corpo pieno di fango e segni di graffi sul petto, senza sangue.

La respirazione si fece dirompente e i battiti di colpo sono saliti come un blastbeat in “Altars of Madness”.

Mi manca l’aria.

Non so cosa possa essere accaduto questa notte, o forse quello che ricordo è solo frutto della mia immaginazione.

O forse no.

Cerco di calmarmi facendo mente locale e nella mente affiorano immagini sfocate.

Una volta sceso nell’iperuranio sono crollato in un sonno vorticoso ,di quelli che non rimembri quanto non era così.

E nell’affanno dello stesso la mia mente iniziò a sognare …

Davanti a me un sentiero sterrato attorniato da campi di grano appena sbocciato, di quelli che a Marzo ti avvicini per sentirne l’odore di fresco , e in lontananza il sentiero si perdeva lungo cespugli e roveti .

Camminavo lentamente , con una tunica in mano di color nero e una torcia.Completamente scalzo.

Quello che mi colpiva da lontano era il cambio di tonalità di colori che il cielo donava alla mia vista : da un azzurro acceso piano piano si trasformò in cremisi ,contornato da lineature forti .

Arrivai al roveto e continuai il mio cammino ,fino a oltrapassare degli Alberi enormi.

L’Atmosfera d’un tratto cambiò .

Mi resi conto di essere entrato in un Bosco dalla quantità di alberi che mi accerchiavano , e dall’odore forte di resina che emanavano.

Sapete come sono i boschi , hanno quell’ambiente piacevole in cui te stesso è in perfetto contatto con la sua natura .Da piccolo adoravo andarci ,era il passatempo preferito delle mie estati passate in campagna .E anche di tanti guai.

Il cielo diventò grigio tendente al nero e cominciò a piovere.

Cercai di tornare indietro ma il suo incedere diventò sempre più possente.

Allora mi fermai sotto uno di essi per ripararmi ,brandendo la faccia con il cappuccio della tunica. Rimasi così tanto tempo.

Smise di piovere.

Alzai lo sguardo e notai la nebbia formarsi come un drappo, attorno a me .

Mano a mano coprì totalmente lo sviluppo del bosco.Il verde attorno si ricoprì del grigiore denso tipico del suo formarsi .

Così forte che sembrava avesse perimetrato tutto il percorso .

Rimasi colpito da tutto questo e un brivido mi corse lungo la schiena.

Decisi di andare via ,non potevo sopportare tutto questo ; e mentre mi incamminai notai da lontano una cosa singolare :il sentiero era bloccato .

All’inizio non capii cos’era l’ostacolo , e incominciai a correre . Mentre mi avvicinavo mi ricordai di quegli enormi alberi che attraversai e che significavano l’inizio del Bosco .

Non erano più lì svettanti.

Li ritrovai piegati verso il centro , uniti come in un abbraccio .Con la coltre di nebbia che serrava tale incrocio.

Più mi avvicinavo più questa stretta si chiuse, con la nebbia che lentamente serrava ogni via di uscita.

Non esisteva più un sentiero ,non vedevo più i campi di grano ,non esisteva più il celeste nei miei occhi.

C’era solo una coltre scura davanti a me.

In preda al panico scivolai sul fango denso .

Solo dopo un pò alzai lo sguardo e quello che vidi colpì i miei occhi : una scritta.

FUTILITY.

Marchiata a fuoco all’incrocio degli alberi. Come un cartello.

Sentii la resa dentro me. Volevo solo che finisse tutto questo e il bisogno di tornare alla realtà.

Ma questo fu solo l’inizio.

Mi girai e vidi uno spettacolo senza fine :decine ,migliaia di luci , di ogni colore davanti a me .

Che mi fissavano, in silenzio .

Sentii una voce sovrannaturale che mi portò verso di loro . Più mi avvicinavo più mi rendevo che non erano luci.

Erano occhi ,nascoste tra gli alberi.

Non comandavo più i miei arti.

Di colpo si fermarono paralizzati.

Scendendo nel fondo come nelle sabbie mobili .

Mi sentii soffocare ,come una marionetta in mano ad un burattinaio sconosciuto ,cadendo sempre più inghiottito dal fango.

Oramai ero coperto fino alla bocca, cominciando a inghiottire melma e il mio cuore lentamente cominciava a collassare

Finché non udii una voce lontana,come da una altra dimensione , che rimbombò come un tuoio lungo quel sentiero infinito:

-“Non avere paura!Stai solo vedendo quello che stai diventando , e quello per cui cadrai. Vieni con me e ti mostrerò ciò che ti spetta”.

La discesa nel fango si fermò, la mia faccia scomparve dal mio corpo e in lontananza si udìì una nenia conosciuta…

Come closer and see

See into the dark

Just follow your eyes

  I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark
I hear her voice
And start to run
Into the trees
Into the trees”

Mi sentii trasportato da un ‘altra parte.

Alienato .

Aprii gli occhi e mi ritrovai nella mia stanza.

Coperto di fango ,graffi e con quella voce che mi rimbombava nel cervello.

Era reale ciò che avevo vissuto ?

E mi chiusi in un pianto infinito.

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